(2018)
L’azione sociale di don Franco Carminati a Grumello del Monte e all’Ufficio del Lavoro di Bergamo, Parrocchia SS. Trinità di Grumello del Monte e Cisl Bergamo

Don Franco Carminati (Romano di Lombardia 1.7.1881 – Roma 22.3.1942) è una figura di sacerdote e di organizzatore sindacale che ha un posto di grande rilievo nella storia del movimento sociale cattolico della nostra provincia. Nutrito di Sacre scritture e di sociologia, negli anni a cavallo della prima guerra mondiale egli fu uno dei protagonisti delle vicende del mondo del lavoro a Grumello del Monte, a Chiuduno e nei paesi vicini, alla guida dei lavoratori bottonieri e dei mezzadri. Direttore dell’Ufficio del Lavoro di Bergamo vi esplicò un’intensa attività per la formazione tra gli operai e i contadini della coscienza collettiva dei propri diritti, della necessità dell’organizzazione e della solidarietà ispirata ai principi del cristianesimo sociale.
Dopo un breve periodo a Berzo San Fermo, don Franco Carminati fu curato a Grumello del Monte: qui si pose a capo della nascente lega dei bottonieri, con una serie di iniziative e agitazioni a difesa delle loro condizioni economiche e di lavoro. La sua azione, costante e indefettibile, era improntata alla valorizzazione della dignità del lavoro e dei lavoratori, nella logica della compartecipazione e della collaborazione alla gestione delle aziende.
Per i contadini mezzadri costretti in una condizione di sudditanza semifeudale e tornati dalla guerra fiduciosi nelle promesse, poi disattese, di miglioramenti economici e di un avanzamento sociale, don Carminati promosse una serie di iniziative tese al raggiungimento della terra in affitto, primo passo verso l’obiettivo della piccola proprietà contadina, garanzia della stabilità del lavoratore della terra sul fondo che egli aveva contribuito a rendere produttivo, generazione dopo generazione.
Quando le rivendicazioni operaie e contadine, a fronte della resistenza aperta dei ceti abbienti e del nascente fascismo, conobbero una fase di riflusso, la posizione di don Carminati in val Calepio divenne sempre più difficile e, minacciato ripetutamente dai fascisti, egli fu costretto a lasciare Grumello del Monte. Fu inviato a Roma dove la sua forte personalità intellettuale e morale si distinse nell’ambito della Unione Missionaria del Clero e del Consiglio di Propagazione della Fede.